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Venerdì 19 febbraio 2016 ore 20.30, Caffè Municipio – corso V. Emanuele 58, Pordenone

a cura di Martina Saccardi

Si può pensare senza l’altro?
L’incontro è aperto a chiunque sia interessato a mettere in gioco le proprie riflessioni creando un’occasione di dialogo e di confronto sul tema della serata, in cui il pensare insieme diviene fare esperienza e mettere in pratica il proprio pensiero.

 

 

ULTIMISSIMO-PHILO 

 

“Qualcosa si muove solo quando la scena dell’identità e la scena dell’alterità si sovrappongono, scivolano, per dir così, l’una sull’altra, l’una dentro e fuori dall’altra.” – P.A. Rovatti

Un gruppo improvvisato di dodici persone si è ritrovato la sera del 19 febbraio al Caffè Municipio di Pordenone per il primo incontro del ciclo di Caffè Filosofici “Spazio ai pensieri!”, a cura della Dott.ssa Martina Saccardi, consulente filosofico.

È stato fatto del tema della serata, la “Diversità”, un problema attorno cui indagare in un gioco di continuo scambio di pensieri e domande.

Già il primo lungo elenco di parole trovate da ciascuno per iniziare a mettere a fuoco l’argomento ha rivelato una complessa moltitudine di piani di riflessione che si intersecavano, talvolta per somiglianza, spesso perché in conflitto.

Allora abbiamo cercato di approfondire questa ambiguità nella ricerca di definizione della Diversità, dapprima riscontrando un netto contrasto fra concetti che la esprimevano da un punto di vista statico (“acquisito”,”condizione attuale”,”consapevolezza”..) e concetti che si ponevano invece come immersi nel tempo della vita (“processo”,”divenire”,”acquisimento”,”movimento”..).

Ma come e dove individuare meglio la Diversità davanti a questi due poli opposti?

Eccola farci da ponte fra i due, da momento di interscambio fra ciò che resta costante e ciò che si fa distanza. Ad un momento è ciò che ci spaventa nel farci sentire chiusi nella solitudine; poco dopo ci apre all’integrazione con tutte le altre singolarità come consapevoli della nostra unicità. La Diversità è processo e parte del processo stesso. È relazione che ci arricchisce, che accoglie, che porta conoscenza e autoconsapevolezza simultanea della nostra parte interna e di quella rivolta verso fuori. È la varietà stessa dei punti di vista da cui osserviamo il mondo,con cui pensiamo il mondo e per mezzo della quale restiamo sempre in contatto con il mondo.

Se ci sono diversità di percorsi, allora possiamo acquisire la capacità di vedere queste differenti strade e di essere così orientati dalla differenza stessa che ci costituisce, pur essendo tutti ugualmente esseri viventi umani pensanti.

Si può dunque pensare senza l’altro?